Il comune di Capoliveri, nell'isola d'Elba, ha una popolazione di poco meno di 3000 abitanti. Tra le sue tante architetture si possono osservare il Santuario della Madonna delle Grazie, la chiesa della Madonna della Neve, del XVI secolo, e il Forte Focardo, sorto nel XVII secolo.
Gran parte della popolazione è raccolta nel capoluogo, che nasce come una fortezza arroccata e isolata, in epoca etrusco-romana, con lo scopo di presidiare due zone di mare dell'isola d'Elba. Dalla rocca è infatti possibile controllare sia il lato costiero occidentale che quello meridionale ed è visibile, in punti più alti del dorsale, anche Portoferraio. La presenza etrusca si spiega con l'abbondanza di ferro, materiale molto ricercato da questo antico popolo, delle miniere della zona.
Nei secoli della caduta dell'Impero e delle invasioni barbariche l'isola d'Elba è meta principalmente di abitanti della Toscana in fuga dalle devastazioni e monaci cristiani alla ricerca di eremi solitari o luoghi ove fondare le loro prime comunità. Non vi sono perciò riferimenti documentari che ci possano fornire notizie concrete. Le fonti storiche ricominciano a parlare dell'Elba e di Capoliveri a partire dal XII secolo, quando è accertata la presenza della fortezza, che è anche sede del capitanato, l'istituzione politico-militare più importante dell'isola.
Nel Medioevo l'importanza economica e strategica dell'Elba, governata dalla Repubblica di Pisa, è ormai consolidata. L'isola è ricca di granito e ferro ed è un punto nevralgico per i collegamenti con Sardegna e Corsica. Il "burgum Capolivri" ne è la fortificazione più imponente. Con la caduta di Pisa, nel XV secolo, nasce un nuovo principato, di cui è signore Gherardo Appiani di Piombino, appoggiato dalla corona spagnola, mentre lo sfruttamento commerciale delle miniere è gestito da Firenze.
Naturalmente gli interessi spagnoli e quelli fiorentini finiscono con il dividere l'isola. L'area di Portoferraio va sotto il controllo del Granducato, Longone e Capoliveri vengono posti sotto la diretta influenza della Spagna e agli Appiani non resta che una minima parte dell'isola. In quest'epoca la fortezza di Capoliveri è presa d'assalto numerose volte dai pirati turchi, che ne abbattono persino le mura, nel Seicento. Ricostruita e scampata fortunosamente al successivo conflitto tra Francia e Spagna per il dominio su Longone, la rocca viene nuovamente rasa al suolo agli inizi del XVIII secolo, nell'ambito della guerra tra Spagna e Impero asburgico.
La riunificazione amministrativa dell'Elba avviene all'epoca dell'occupazione napoleonica della Toscana, tra fine Settecento e l'inizio del nuovo secolo. Per Capoliveri, fedele alla corona austriaca, il ritorno dei francesi segna una nuova epoca di battaglie e dura repressione. Inoltre le sue campagne si spopolano, essendo i giovani isolani costretti dalla nuova leva obbligatoria ad unirsi all'armata rivoluzionaria.
In seguito alla caduta di Napoleone, che sceglie l'isola come rifugio durante il suo primo esilio, l'amministrazione dell'Elba torna in mano agli Asburgo-Lorena e al Granducato di Toscana. È all'epoca che si iniziano ad ingrandire sempre maggiormente i piccoli villaggi costieri, a scapito dei borghi dell'entroterra elbano come Capoliveri, che perdono progressivamente la loro importanza anche a causa della scomparsa dei pirati. L'industria mineraria capoliverese vive invece una fase di intenso rilancio nella seconda metà dell'Ottocento.