Campi Bisenzio Toscana

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Campi Bisenzio

Campi Bisenzio Toscana

Il comune di Campi Bisenzio è situato nella piana di Firenze, a sei chilometri dal capoluogo, ed ha una popolazione di circa 36.000 abitanti. Il suo territorio è attraversato da ben quattro fiumi: l'Arno, il Bisenzio, l'Ombrone e il Marina.

All'interno della città sono visibili il Palazzo Comunale del XIX secolo, che conserva gli antichi stemmi della Podesteria, e il Museo di Arte Sacra e la Pieve di Santo Stefano. Si può inoltre visitare il Teatro Dante del XVIII secolo, in passato uno dei tempi storici della musica lirica in Italia, recentemente restaurato.
Inizialmente, la vallata sulla quale sorge Campi Bisenzio è stata occupata dai Liguri, fino all'arrivo dei Romani, all'incirca nel I secolo a.C, ai quali si deve l'attuale disposizione reticolata dei tracciati stradali e buona parte dei nomi che ancora oggi portano le località del bisentino. Il corso del Bisenzio ha da sempre rappresentato un'attrattiva per lo sviluppo di comunità agricole, ma nel Medioevo le popolazioni locali e i monaci dell'Ordine Benedettino si sono dovuti prodigare in numerose opere di bonifica e di riparazione degli argini.
L'origine del centro si può datare intorno al Mille. Tra l'VIII e il IX secolo esiste già un "Castrum Mazzinghorum", detto anche "castello dei campi" di proprietà dei Mazzinghi, famiglia di stirpe germanica cui si deve la costruzione della Rocca, nel XII secolo. La tradizione narra che la storica rivalità tra Guelfi e Ghibellini che ha insanguinato la Toscana trae origine da una rissa, scatenatasi al termine di una festa in onore di uno dei Mazzinghi, proprio in quel di Campi. Il castello viene devastato dagli stessi Ghibellini, dopo la loro vittoria nella battaglia di Montaperti. Poco dopo, nuove famiglie entrano in possesso dei territori del campigiano.
Il borgo, nel 1292 entra a far parte del quartiere fiorentino di Santa Maria Novella, subendo ulteriori sconvolgimenti a causa degli straripamenti dell'Arno e delle incursioni dei Pisani. La nuova Repubblica Fiorentina provvede così alla sua fortificazione. Nel 1427 Campi entra a far parte del Vicariato di Scarperia. La sua economia, intanto, decolla grazie all'attività agricola e all'artigianato, legato in particolare alla lavorazione della paglia ed al confezionamento di cappelli.
La parabola ascendente del centro si blocca nel Seicento a causa delle epidemie di peste e malaria e le riforme "leopoldine" del secolo successivo non riescono a risollevare le sue sorti. Campi viene comunque elevato al rango di comune nel 1744. L'attuale denominazione di Campi Bisenzio verrà assunta nel 1862, nei primi anni dell'Unità d'Italia. Dopo un periodo di ripresa l'economia locale torna però a decadere, costringendo all'emigrazione molti abitanti del comune. Durante la Seconda Guerra Mondiale, Campi si inserisce nel quadro delle partigiane contro l'occupazione nazifascista e il comune diventa teatro di sanguinosi scontri e crudeli rappresaglie da parte degli occupanti. Uscita da questa pagina nera, Campi ha beneficiato del decentramento industriale di Prato per risollevarsi e tornare a vivere un periodo di espansione demografica.

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