Il comune di Badia Tedalda, nota anche per il suo Palio dei Castelli, si trova in provincia di Arezzo, ad un'altitudine di 800 metri s.l.m., ed ha una popolazione di circa 1200 abitanti. All'interno della città si può ammirare la chiesa di San Michele Arcangelo del XVI secolo, costruita dai monaci Camaldolesi, all'interno della quale sono custodite alcune terrecotte cinquecentesche.
Benedetto e Santi Buglione, autori delle pregevoli terrecotte di cui è ricco il territorio di Badia sono discepoli dell'illustre scuola di ceramiche dei Della Robbia. Il comune conserva ben sette dei loro capolavori, tutti realizzati nel Cinquecento, su ordinazione dell'Abate Leonardo Bonafede e di Gniognio di Salvatore da Montebotolino. Le cinque pale d'altare, il ciborio e le "Figure Staccate" da essi realizzate si possono ammirare in varie chiese del circondario. In quella del capoluogo, vi è la più pregevole: la pala dell'Altare Maggiore della Chiesa Abbaziale di Sant'Angelo, realizzata nel 1516 da Benedetto. Altre sono conservate nelle chiese di San Pietro (a Fresciano) e di San Tommaso (a Montebotolino).
Badia Tebalda vede sorgere il suo nucleo originario in epoca romana, come "mansio" strategicamente posizionata sulla via che collega Arezzo e Rimini. Dopo la caduta dell'Impero d'Occidente viene inserita nell'Esarcato, che riunisce le terre amministrate direttamente dall'Impero Romano d'Oriente, con capitale a Ravenna. Nel Medioevo sorgono nella sua area due importanti monasteri benedettini, quello di Arduino e quello dei Tedaldi, la "Badia Tedaldi" che ha originato il nome del comune.
Nel XV secolo, dopo un periodo di dure lotto contro la signoria feudale dei Montedoglio, che se ne appropria anche per circa novant'anni, l'abbazia dei Tedaldi perde i suoi privilegi ed il suo prestigio. Nel 1489 il borgo di Badia Tedaldi entra nell'orbita fiorentina, assumendone lo statuto. Nella prima metà del Cinquecento Leone X, pontefice figlio di Lorenzo il Mgnifico, assegna il territorio al monaco certosino Leonardo Bonafede, il quale ricostruisce la decadente abbazia e ordina ai Buglioni i primi lavori di abbellimento.
Lo status di "comunitas" autonoma di badia Tebalda è comunque piuttosto recente. La sua costituzione risale alla riorganizzazione territoriale della seconda metà del XVIII secolo. Più precisamente, il rango di comune le viene attribuito dal Granduca Leopoldo I di Lorena nel 1775. Attualmente Badia è uno sviluppato centro agricolo e turistico. Ogni anno, nella settimana dopo Ferragosto, richiama molti turismi proponendo la rievocazione storica del Palio dei Castelli. Si tratta di una giostra equestre in stile medievale, nella quale i cavalieri si contendono un piatto d'argento e l'onore di custodire per un anno il prezioso Drappo dei Castelli di Badia Tedalda.