All'interno del comune di Agliana, 15000 abitanti in provincia di Pistoia, si può visitare il Torrione fatto costruire nel 1325 da Castruccio Castracani, mentre nelle vicinanze si possono ammirare la chiesa di San Pietro, l'oratorio della Compagnia e la chiesa di San Michele.
Comune pianeggiante posto fra Prato e Pistoia, Agliana fa parte della provincia di quest'ultima solo dal 1927, mentre la sua autonomia l'ha ottenuta nel 1913. In origine l'area è stata popolata già in epoca romana. Il primo nucleo abitativo si sviluppa come borgo nell'Alto Medioevo, quando sorge il piccolo centro di "Alina", nome probabilmente legato alla vicinanza con il torrente Agna.
Il paese è almeno inizialmente un feudo dei conti Guidi, feudatari dell'Impero, ceduto poi in parte al vescovado di Pistoia ed in parte ai Pazzi, nobili fiorentini. Nel Trecento domina l'area del pistoiese Castruccio Castracani, cui Agliana deve le sue prime fortificazioni, approntate nel 1325 durante l'assedio di Pistoia. Le difese non riescono comunque ad impedire che Agliana venga saccheggiata dalle milizie di Giovanni di Boemia, qualche anno più tardi.
A partire dal 1401 il borgo entra a far parte della Repubblica Fiorentina e si unisce in una podesteria con il comune di Montale, con il quale si alterna come capoluogo. I suoi statuti del 1415 dimostrano comunque una certa autonomia amministrativa concessagli da Firenze. A partire dal 1776, con le riforme leopoldine per il riassetto dei territori del Granducato di Toscana, Montale viene organizzato come "comunitas" autonoma, che include nei suoi confini anche Agliana ed i suoi territori.
Lo sviluppo della città si deve principalmente alla sua vicinanza alla Cassia, strada di collegamento tra Lucca, Pistoia e Firenze. La sua posizione strategica, unita ad un forte sentimento antifascista che caratterizza gli aglianesi, farà del centro una delle basi della lotta partigiana nell'Appennino pistoiese. La formazione che libererà il paese il 4 settembre 1944 porta proprio il nome di "Agliana".