Il comune di Abetone, con i suoi 1388 metri s.l.m. di altitudine, è indubbiamente uno dei più "alti" della Toscana. Questo piccolo paese di 700 abitanti, nel quale si possono ammirare le "Piramidi" di Leonardo Ximenes e la chiesa di San Leopoldo, ha legato il suo nome alle imprese dei suoi campioni dello sci, che si pratica ad Abetone fin dai primi del Novecento.
Il primo vero e proprio insediamento nell'area di Abetone risale al XVIII secolo, ma molti storici concordano sulla possibilità che questo valico dell'Appennino sia stato scelto in antichità da Annibale. Il condottiero cartaginese, durante la sua traversata dell'Italia diretto a Roma (217 a.C.), decide di scavalcare le montagne pistoiesi perché può contare sull'appoggio dei Galli Boi, suoi alleati e dominatori del versante emiliano dell'Appennino, e per transitare abbastanza distante dalla Lunigiana, ben presidiata dal console Sempronio.
La nascita del capoluogo risale al trattato tra Estensi e Lorena per la costruzione di un tracciato che colleghi Emilia e Toscana attraverso le montagne, e del quale Abetone sarebbe dovuto essere una stazione di posta. Tuttavia la strada, realizzata tra il 1766 ed il 1779, non sviluppa i traffici commerciali che i due sovrani avevano immaginato e già con l'Unità d'Italia del 1860 la sua importanza decade completamente. Nel 1782 viene costruita la chiesa parrocchiale di San Leopoldo, ma il paese è ancora un piccolo insediamento di boscaioli.
Sarà il turismo degli anni successivi il vero motore dell'economia di Abetone, che nella seconda metà dell'Ottocento inizia a divenire meta di nobili fiorentini e stranieri, i quali accorrono in estate per passare le loro vacanze al riparo dal caldo, godendosi la quiete e la bellezza delle foreste intorno al centro. Alla moda della villeggiatura si aggiunge quella dello sci, sport importato nel 1904 da un aristocratico fiorentino, che li aveva visti in Norvegia. È così che Abetone si è trasformato in uno dei più rinomati centri sciistici italiani, dando i natali anche a grandi campioni come Zeno Colò.